Vi chiediamo scusa per l’irruenza.
La presente rivista nasce da un’impellenza non più procrastinabile: la necessità di mettere fine a una tendenza inconsapevole, che si auto-alimenta attraverso l’uso dei social e - di conseguenza - della vita.
L’idea alla base di queste righe è che il costante bombardamento di contenuti posticci e ritoccati ci confonde e confonda, altresì, l’utente finale, proprio in virtù dell’adagio per cui una bugia reiterata mille volte, infine, diviene verità.
Da questo presupposto nasce l’esigenza di un movimento che sia in grado di riportare la chiesa al centro del villaggio, ponendo l’accento su tre pilastri fondamentali: verità, eleganza e credibilità.
Un’oasi dove ristorarsi, un movimento collettivo teso a individuare i perimetri fondamentali e nulla più; poiché l’eleganza, la verità e la credibilità sono desumibili - in misure differenti - dappertutto, in quanto attitudine e non risultato. Idee e valori declinabili in molteplici forme ai limiti dell’illimitato, per qualsiasi occasione.
Crediamo fermamente che vi sia un dovere morale nel non rimanere inermi dinnanzi all’imbarbarimento del mondo (e della realtà) perpetrato quotidianamente da influencer, giornalisti, opinionisti televisivi, talent show e mistificatori professionisti.
È il momento allora di risvegliarsi da questo torpore e impugnare le armi della dialettica per ridare vita a quel dialogo oramai rauco, caduto da troppo tempo nel silenzio. Quale? Quello che porterà al trionfo della bellezza nel mondo.
VEC